Antonino Bucca

ARTEMIS(S)ION. NOTE SUI LINGUAGGI ARTISTICI DELLA FOLLIA

ABSTRACT. L’idea di un qualche rapporto tra genio, creatività e follia è antica. Ma questa idea, enfatizzata dal senso comune, tuttavia da sempre divide gli studiosi. Infatti, da una parte alcuni ritengono che i tratti di personalità “schizoidi” possono essere funzionali alle tendenze creative e al talento artistico. Altri, viceversa, pensano che tra genio e follia non possa esserci alcun rapporto: anzi, ritengono che lo sviluppo delle manifestazioni psicopatologiche ostacolano progressivamente qualsiasi forma di talento innato. Com’è noto, a queste diverse considerazioni del rapporto tra genio e follia si sono ispirate anche l’Art Brute la psychopathologie de l’expression. In ogni caso, al di là di questi punti di vista, come considerare le valenze espressive dei linguaggi artistici della follia? Essi sono riferibili solo al dire delirante, cioè al senso letterale, simbolico e metaforico degli enunciati? Oppure, oltre tali significati, i linguaggi artistici della follia possono presentare anche valenze espressive, emotive e cognitive liberatorie? In questo articolo cercheremo rispondere a tali quesiti
utilizzando un corpus iconografico costituito da schizzi, disegni, dipinti e da numerosi testi deliranti prodotti da un soggetto schizofrenico. L’esame di questi materiali riguarda soprattutto i codici espressivi e artistici utilizzati dal malato, nonché le modalità emotive e cognitive che li caratterizzano. Dunque, a parte gli aspetti linguistici, comunicativi e/o referenziali psicotici, cercheremo di far emergere le funzioni emotive, liberatorie, catartiche e compensatorie che i linguaggi artistici della follia possono consentire.

ABSTRACT. The idea of some relationship between genius, creativity and madness is old. But this idea, emphasized by common sense, always divides scholars. In fact, on the one hand, some believe that the traits of “schizoid” personalities can be functional to creative tendencies and artistic talent. Others, on the other hand, think that there can be no relationship between genius and madness: indeed, they believe that the development of psychopathological manifestations gradually hinder any form of innate talent. As we all know, these different considerations of the relationship between genius and madness have also inspired Art Brut and Psychopathologie de
l’Expression. In any case, beyond these points of view, how does one consider the expressive values of the artistic languages of madness? Are they referable only to the delusional expressions: i.e. to the literal, symbolic and metaphorical meaning of the sentences? Or, beyond these meanings, can the artistic languages of madness also have expressive, emotional and cognitive liberating values? In this paper, I will try to answer these questions using an iconographic corpus consisting of sketches, drawings, paintings, and numerous delusional texts produced by a schizophrenic subject. The examination of these materials mainly concerns the expressive and artistic codes used by the patient, as well as the emotional and cognitive modes characterizing them. So apart from the linguistic, communicative, and/or referential psychotic aspects, I will try to bring out the emotional, liberating, cathartic and compensating functions that the artistic languages of madness can allow.

 

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