Mario Pesce

PAESAGGI CULTURALI E SOCIALI. NUOVI PANORAMI SOCIALI E LORO SPECIFICITÀ

ABSTRACT. In questo breve saggio vorrei presentare un diverso tipo di paesaggio che è collegato ad un bene particolare: il bene demo-etno-antropologico che si interseca con i panorami culturali e sociali. Ho ritenuto utile seguire, per questa presentazione, il pensiero dell’antropologo e architetto di origine palermitana, Franco La Cecla, che ha teorizzato alcune categorie interessanti che vorrei portare alla vostra attenzione per proporre il mio discorso. Le categorie che seguirò, mente locale, perdersi e il fuor di luogo, si inseriscono nella società attuale che oggi chiamiamo complessa, e possono essere funzionali per una analisi dei nuovi panorami culturali presenti nelle nostre città e dei diversi paesaggi sociali di cui si compongono. I beni demo-etno-antropologici, oggi parte integrante dei beni culturali, racchiudono, conservano e portano in evidenza ovvero fanno emergere quella che potremmo definire una memoria condivisa. Raccolgono, anche, tutte quelle espressioni materiali, come gli ex voto considerate dagli storici dell’arte arte minore, e quelle espressioni immateriali, come feste, processioni, pellegrinaggi, canti, saperi e tecniche, che senza una catalogazione, una tutela, una attenta valorizzazione e una consapevole conservazione si perderebbero al semplice passaggio di una generazione.

ABSTRACT. In this short paper I would like to present a different kind of landscape: the demo-ethno-anthropological good that intersects with cultural and social views. Franco La Cecla, parlermitans anthropology, theorized some interesting categories that I would like to bring to your attention to propose my speech. The following categories, local mind, lost in out of place and to get lost into today’s complex society can be functional to analyze new cultural and social landscapes in our cities which they are composed. The demo-ethno-anthropological goods, nowadays integral to the cultural heritage, enclose, preserve, and highlight or emerge what we could call a shared memory. They also gather all those material expressions, such as the ex voto considered by the historians of art as a minor art, and those intangible expressions such as festivals, processions, pilgrimages, songs, knowledge and techniques that without cataloging, protecting, careful valorisation and a conscious conservation would be lost to the simple passage of a generation.

 

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